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Upa conferma investimenti pubblicitari in crescita del 4,2%. In primo piano la collaborazione tra le Audi


Mercato in salute e con buone prospettive per la seconda parte dell’anno secondo Upa, mentre il presidente Lorenzo Sassoli dopo 17 anni lascia il testimone a Marco Travaglia, presidente e AD di Nestlé Italia

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Lorenzo Sassoli

Il 2024 si è rivelato un anno ottimo per la pubblicità: due giorni fa Una ha stimato una chiusura d’anno a +5%, ora Upa conferma un suo +4,2% complessivo con un valore che supererà i 10 miliardi investiti, in un contesto in cui l’inflazione scende velocemente e crescono l’occupazione, il turismo e i consumi.

In occasione dell’assemblea annuale, Lorenzo Sassoli, presidente uscente dell’associazione degli inserzionisti pubblicitari, ha sottolineato l’interessante fenomeno che vede per la prima volta i mezzi tradizionali crescere più di quelli digitali, grazie all’impulso dato dalle “interpretazioni offerte dal sistema degli operatori tradizionali e dal modo in cui hanno metabolizzato la deriva digitale del mercato”, commentando che nei 17 anni della sua presidenza il progresso tecnologico ha fatto passi in avanti quanto in un secolo, e ancor più sarà in futuro con l’AI, parimenti a un profondo cambiamento dal punto di vista sociale.

In particolare dalla survey proposta da Upa ai suoi associati emerge che la tv cresce di oltre il 4%, la radio va benissimo, l’outdoor cresce a doppia cifra. In negativo – lieve – è invece l’editoria tradizionale, anche per colpa dell’eliminazione dell’obbligatorietà della pubblicazione degli annunci legali che sostenevano il sistema editoriale per parecchi milioni di euro.

«Upa farà un appello agli imprenditori per sostenere con i loro investimenti la nostra stampa, strumento cruciale per una democrazia matura tanto più davanti al pericolo di manipolazione di terze parti».

I dati relativi ai settori merceologici vedono crescere l’automotive dopo anni di sofferenza; bene anche la casa, all’interno del quale il segmento petfood cresce fortissimo; le bevande crescono a doppia cifra, come il tempo libero e la gdo vicina al +10% mentre l’alimentare è in territorio positivo, con un +1,5% che corrisponde all’andamento del mercato.

Sul fronte delle Audi, Sassoli ha annunciato che a breve – entro fine mese – dovrebbe terminare la gara Audicom che porterà alla definizione del nuovo sistema di rilevazione pensato per coinvolgere anche gli OTT. «Dobbiamo stabilire regole di ingaggio uguali per tutti, valide per Netflix e Amazon Prime Video come per Dazn, Rai, Mediaset, Discovery. Non possiamo avere figli e figliastri, i dati devono essere omogenei. La definizione di regole condivise potrà portare a qualche ritardo, dati che i decisori degli OTT sono lontani e devono capire la particolarità del nostro sistema di misurazione. Basti pensare al fatto che noi abbiamo i JIC dall’84 e negli Usa stanno arrivando solo adesso».

La collaborazione tra le varie Audi sarà una delle linee guida per il prossimo futuro, quando Sassoli andrà a presiedere Auditel e la guida di Upa verrà assunta da Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato di Nestlé Italia, nonché attuale presidente di Audicom.

«Travaglia sarà un eccellente presidente, con uno staff di primissimo ordine con cui ha già collaborato negli ultimi tre anni. Faremo in modo che questa collaborazione si estenda ad Audioutdoor, Audimovie e la nuova Audiradio che nascerà per arrivare alla mitica ‘total campaign’» spiega Sassoli, anticipando che i responsabili delle varie Audi si incontreranno già a fine luglio e che Upa, con Una e Fcp, proporrà l’obbligatorietà dal 1° luglio del prossimo anno del tracciamento CUSV, sistema unico di codifica per gli spot video in grado di rilevare la fruizione delle campagne della tv tradizionale insieme agli x-roll delle campagne digital.

«La proposta di rendere obbligatorio il CUSV mira a eliminare un’inutile inerzia e a raggiungere finalmente il nostro Santo Graal: total audience e total campaign. Il Codice Univoco Spot Video è attualmente usato solo dal 6% delle aziende, ma la resistenza non è per il costo, irrisorio, bensì puramente meccanica perché tanti sono gli operatori da coinvolgere: aziende, editori, case di produzione, agenzie creative e media. Il sistema cresce solo se collaboriamo».

Anche il retail media sarà uno dei tavoli di lavoro di cui si occuperà l’Upa guidata da Travaglia, “sicuramente un elemento strategico, grazie anche all’incrocio con i dati di vendita” aggiunge Sassoli.

F.B.



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